mercoledì 8 gennaio 2020

Con la Repubblica Islamica dell'Iran


La Repubblica Islamica dell'Iran ha il diritto e il dovere di difendere se stessa e la rivoluzione.

martedì 31 dicembre 2019

Il decoroso tramonto occidentale


Cari concittadini disadattati / disinformati sappiate che a Firenze c'è una società chiamata ALIA che si occupa del ritiro dei rifiuti ingombranti. La stessa, non avendo la palla di vetro per prevedere l'inciviltà delle persone, ha fornito un numero di telefono (numero verde da rete fissa 800888333 o 199105105 da mobile) mediante il quale è possibile contattare la stessa per organizzare il ritiro del rifiuto presso il vostro domicilio. Se sperate che il vostro rifiuto venga ritirato indipendentemente da una vostra telefonata vi sbagliate!!! I rifiuti vengono tolti esclusivamente quando qualcuno chiama al posto vostro. Non è mai tardi per iniziare a essere persone civili e corrette.

I sudditi occidentali?
Fagli sparire punti di riferimento, abitudini e legami e sostituiscili con parodie rette solo da comportamenti di consumo.
Falli indebitare a vita per qualsiasi idiozia.
Dagli da bere menzogne quotidiane presentate come emergenze "nazionali".
Tratta le attività produttive come orpelli fastidiosi: licenziali pure a cassettate e sotterrali di multe se si azzardano a fiatare.
Lascia pure che si mordano tra loro, anzi, incentiva questa pratica in ogni circostanza: tutti voti guadagnati.
Comportati come stai facendo da decenni: rendi la politica di rappresentanza letteralmente inavvicinabile per chiunque non sia sporco in ogni senso.
Distruggi lo stato sociale con la solita prassi: sottrai fondi, assicurati che nulla funzioni più, fai arrabbiare la gente e poi privatizza.
Coprili di leggi minuziose: metti i bastoni tra le ruote agli scolari che portano cibo da casa e intasa i tribunali con la tua intraprendenza, tutto in nome del bene pubblico e dell'interesse generale.
Impesta città intere di telecamere che sovrintendono benevole ad ogni minuzia.

Hai campo libero.

Ma non azzardarti a toccargli il decoro sotto la casetta in Canadà.
Qualcuno si metterà immediatamente al computer e produrrà un'invettiva lunga una pagina.
Abbonderà con gli esclamativi.
E con epiteti che mai ti rivolgerà di persona: è una questione di principio, la viltà è un valore che si tramanda di generazione in generazione.
Solo quando parlano di rifiuti, di spazzatura, di rumenta, rusco e monnezza i sudditi dello stato che occupa la penisola italiana osano alzare la voce.
Un contesto appropriato.

Adesso puoi tranquillamente lordare internet con la campagna denigratoria che più ti piace, diretta contro un gruppo sociale scelto anche a caso. In pochi mesi potrai organizzarne lo smaltimento: intruppati sul marciapiede della stazione in attesa del treno per Pitchipoi -e dopo aver pagato il biglietto: nessuno regala niente- i deportandi avranno solo due preoccupazioni: denunciare chi è sfuggito alla retata, e farsi una foto con le SchutzStaffeln di servizio.

martedì 10 dicembre 2019

L'intervista di Monica Maggioni al Presidente della Repubblica Araba di Siria Bashar al Assad



Bashar al Assad è stato al centro, a partire dal 2011, di una incessante e articolata campagna denigratoria che ha toccato fin dall'inizio punte di rimarchevole bassezza e di ancor più rimarchevole cialtroneria.
Il fatto che nello stato che occupa la penisola italiana si sia ampiamente tergiversato sul concedere parola a un leader politico colpevole di non essersi fatto da parte quando altrove la sua sorte era data per segnata (per non dire che doveva accondiscendere a farsi ammazzare come un cane) la dice ancora più lunga, caso mai ce ne fosse bisogno, sul democratismo del mainstream occidentale.
Ed è motivo ampiamente sufficiente a diffondere il filmato e ad invitare le persone serie a fare altrettanto, a prescindere da qualsiasi considerazione sul suo contenuto.

domenica 8 dicembre 2019

Firenze. La Lega, Federico Bussolin e il Centro Popolare Autogestito Firenze Sud


Firenze.
Federico Bussolin e la Lega frignano contro il Centro Popolare Autogestito Firenze Sud e le sue attività, come la marmaglia "occidentalista" è tenuta a fare ad ogni incipit di legislatura.
Giovanni Donzelli, almeno, lo accusava di voler avvelenare l'acquedotto.
Questi sono ridotti a lamentare la "somministrazione di vivande".
La cucina popolare del #CPAFiSud funziona dal 1989 praticamente senza soste.
E dal 1989 il CPAFiSud fa parte delle soluzioni ai problemi cittadini e non solo.
Il signor Bussolin, all'epoca, doveva ancora acquisire la materialità necessaria a cercare di diventare parte dei problemi.
In compenso il segretario del suo "partito" spendeva molte parole contro l'unità "nazionale" dello stato che occupa la penisola italiana, la stessa cui quel "partito" dice oggi di tenere tanto.
Centinaia di migliaia di persone serie dovrebbero farsi insegnare cosa è "legale" e cosa no da un "partito" che non è riuscito a specializzarsi in attentati all'unità "nazionale", ma in compenso si è specializzato in condoni fiscali e colpi di spugna.

Nella foto, la reiterazione di reato n. 11016 del novembre 2019.

lunedì 21 ottobre 2019

Arriva il Cinguettatore



Si è provveduto ad attivare un account sul cinguettatore pur disprezzando non poco il bailamme miserabile, sporco e inutile che impesta le reti sociali e che a volte pare costituirne l'essenza stessa.
Il miserabile, lo sporco e l'inutile sono tra l'altro intrinseci al funzionamento delle reti sociali, che si prestano per la loro stessa architettura ai propositi più miserabili, più sporchi e più inutili.
Proprio il cinguettatore si mise in luce a pochi anni dal lancio all'epoca del cialtronesco tentativo di screditare a mezzo ciance telematiche il legittimo governo della Repubblica Islamica dell'Iran, nel contesto della sedicente "rivoluzione verde". L'intromissione della telematica nella vita quotidiana condiziona molto gravemente almeno da allora l'agenda politica e la vita in generale persino per le persone più serie e nei contesti più rispettabili: in quell'occasione è certo che le ciarle cinguettate da chissà dove e che postulavano imminente il crollo di un governo che non fu neppure scosso da quanto succedeva ebbero un'influenza mortifera sull'andamento degli eventi.
Con premesse del genere è ovvio che l'iniziativa appaia esecrabile a un primo esame, e sicuramente anche a un secondo.
Proprio il fatto che i contenuti veicolati dalle reti sociali siano per lo più miserabili, sporchi e inutili, e destinati ipso facto a un'utenza perfettamente confacente, ci ha convinto che sia giusto relegare ad esse i temi del "dibattito politico" contemporaneo di qualsiasi livello, vista la qualità dei materiali e dell'agenda politica che esso presenta nel mondo occidentale in genere e nello stato che occupa la penisola italiana in particolare. Negli ultimi dieci anni il collodio "occidentalista" è percolato dal mainstream alle reti telematiche, lordandone ogni angolo intanto che (al contrario dei loro rappresentanti) i propagandisti, gli elettori e i simpatizzanti impoverivano da ogni punto di vista così come impoveriva la panoplia di temi e parole d'ordine. Grazie alle nuove tecnologie i sudditi del "paese" dove mangiano spaghetti e la loro politica di rappresentanza hanno fatto enormi progressi nei campi dell'idiozia, dello sporco, dell'incoscienza e dell'incompetenza. Erano già poco tollerabili quando impestavano le gazzette e la vita delle persone serie facendo i liberisti con i diritti degli altri, convinti (ovviamente a torto) che per loro una ciotola di maccheroni comunque ci sarebbe sempre stata. Adesso che sporcano ovunque facendo i "sovranisti" con le pezze al culo, sono inavvicinabili per chiunque abbia un minimo di rispetto di sé.
D'ora in avanti si confineranno dunque al cinguettatore anche la maggior parte delle considerazioni relative al contenuto delle gazzette, dei mass media in generale e alla politica rappresentativa così come essa viene intesa e praticata nello stato che occupa la penisola italiana. Gli scritti in questa sede si concentreranno in misura ancora maggiore su temi maggiormente meditati o inediti, dal momento che ai mass media e all'agenda politica "occidentalista" abbiamo già dedicato nel corso degli anni attenzioni (e disprezzo) più che sufficienti. Non ha alcun senso infliggere continuamente ai nostri ventidue lettori le sfumature di una puntuale e documentata confutazione di una lordura che può benissimo essere derisa in duecentoottanta caratteri.
L'approccio sobrio e conciso, da entomologi, con cui è giusto accostarsi alla materia trarrà senz'altro vantaggio da questa stringatezza.

martedì 8 ottobre 2019

I trent'anni del Centro Popolare Autogestito Firenze Sud


Il Centro Popolare Autogestito Firenze Sud esiste da trent'anni.
Trent'anni di manifestazioni, di assemblee, di concerti, di libri, di dibattiti, senza farsi dettare l'agenda politica da nessuno, strafregandosene delle mode e mettendo in piedi un genius loci non esportabile.
Trent'anni mandando in bestia decine di buoni a nulla candidati (o anche eletti) in tutti gli organi di rappresentanza possibili e immaginabili.
Trent'anni senza mai cambiare bandiera, tant'è che la kriegsflagge è un drappo rosso slavato, su cui il giallo della falce e martello incrociati vira ormai al canarino.
Da trent'anni in barba a feste finite e a pacchie finite.[*]

Come se fossero mai iniziate.





[*] A statuire che la festa era finita fu Maurizio Gasparri, all'epoca raffigurato da Daniele Caluri come un ben vestito dall'aspetto decisamente rabido.
A statuire che invece era la pacchia a essere finita, è stato Matteo Salvini.
Divorziato, sovrappeso, incapace di laurearsi persino in sedici anni, costui è assai meno affezionato al ben vestire. Gira anzi in condizioni tali da essere difficilmente distinguibile dai soggetti che indica all'odio del suo elettorato.


domenica 8 settembre 2019

Firenze: la Lega ha da ridire anche su cosa mangi nelle feste di quartiere


Le elezioni amministrative del maggio 2019 hanno molto ridimensionato a Firenze la rappresentanza dell'occidentalame classico, sostituito in forze da ben vestiti della Lega che cercano di imitare il loro segretario Matteo Salvini persino nell'acconciatura. Pare che nel "paese" dove mangiano spaghetti si tratti di un fenomeno ricorrente: chi ha circa trent'anni ricorderà bene i tipi alti, taciturni, ben vestiti e con occhiali scuri che le gazzette battezzarono Fini boys. Il loro padrone pestò i calli alle persone sbagliate e venne triturato in men che non si dica, scomparendo dalla scena politica al pari dei nove decimi dei suoi imitatori.
Ora, Matteo Salvini ha soltanto tre caratteristiche di una qualche rilevanza: è sovrappeso, è divorziato e non è stato capace di laurearsi neppure in sedici anni. Un fallimento sul piano personale, un fallimento sul piano relazionale, un fallimento sul piano formativo. Giorgio Gaber trovava già sconfortante la presenza di due miserie in un corpo solo, e qualsiasi persona seria non solo eviterebbe con ogni cura di imitare Matteo Salvini, ma sarebbe propensa ad avervi a che fare il meno possibile sempre, comunque, in qualunque contesto e per qualunque motivo.
Quello della serietà comunque è sempre stato il minore dei problemi per una formazione politica che ha occupato in blocco quelle stesse poltrone che diceva di voler rovesciare, e la Lega a Firenze non soltanto non costituisce un'eccezione, ma riesce a fare persino peggio di quella che opera altrove limitando la propria azione al quotidiano lordare le gazzette. E probabilmente anche quelle repellenti autoschedature per buoni a nulla che chiamano "reti sociali" e che hanno aiutato un mucchio di gente ciarliera a finire nei pasticci per motivi compresi fra la bestemmia in luogo pubblico e l'omicidio seriale.
In tre mesi l'azione della nuova brigatella "occidentalista" ha avuto come unico risultato concreto una denuncia per istigazione all'odio razziale; non è gran che, ma i margini per migliorare sono considerevoli se pensiamo che per togliere visibilità al malcapitato Federico Bussolin i suoi commensali hanno preteso scuse con toni da bullo di quartiere, sono andati a scomodare lo stato sionista e ovviamente Oriana Fallaci, in una ripetizione ecoica delle stesse ciance che ha perso da almeno dieci anni persino la capacità di suscitare ripugnanza.
Emanuele Cocollini e Andrea Asciuti, già con un microfono in meno grazie al comportamento non proprio adattivo di un certo Gheri Guido (prima il cognome poi il nome, come a scuola o in galera), si sono fatti sentire per pretendere nientemeno che la condanna dell'Islàmme in una commissione consiliare.
L'importante è esagerare. All'inizio di settembre a Firenze si tiene la festa della Rificolona, una tradizione inventata come tante, fissata sulle ceneri di una ricorrenza religiosa di una certa importanza commerciale che il memorialista Giuseppe Conti dava per moribonda già nella seconda metà del XIX secolo. Federico Bussolin deve essersi inteso con Alessio di Giulio, che con le tradizioni inventate ha una certa familiarità, e insieme hanno destinato un po' di banda a dirsi contrari allo smercio di derrate sarde e peruviane in occasione della festa.
Se la Lega dice una cosa, le persone serie hanno cura di adottare il comportamento esattamente contrario senza stare neppure a pensarci su.
Si è dunque trascorsa la serata della festa ricordando i combattenti della Brigata Partigiana Sinigaglia insieme agli attivisti del Centro Popolare Autogestito Firenze Sud, evitando di esibire denaro alle tradizioni inventate e destinandolo invece, di proposito e come sempre, a una delle realtà che la Lega considera tra le più invise.
Il simbolico contributo che si vede nella foto (formaggio e vino dalla Sardegna, salsa piccante e bibita gassata dal Perù) è stato acquistato per pochi soldi, rispettivamente in un discount e in un negozio di alimentari peruviani.



La foto qui sopra invece è tratta da quella che è verosimilmente la autoschedatura di Federico Bussolin, proprio quel giovanotto fresco di denuncia per istigazione all'odio razziale.
"Con i giovani di FIRENZE, al lavoro per CACCIARE i Rossi", dice lui.
Ma nella foto non si vede nessuno lavorare. Si vede invece una brigata di frequentatori di mescite con qualche ragazza poco vestita.
In primo piano, molto appropriatamente, c'è un cane.