sabato 18 maggio 2013

Elezioni universitarie, maggio 2013. Casaggì Firenze lancia il quore oltre l'ostacholo



Nel maggio 2013 si tengono a Firenze delle consultazioni elettorali universitarie che i giovani e ben vestiti "occidentalisti" di Casaggì hanno dovuto affrontare in condizioni che il compiuto crollo dell'"occidentalismo" cittadino e la letterale dissoluzione per esso di ogni possibilità di azione sul piano della politica reale rendono facili da immaginare.
L'Università di Firenze non è ancora la copia di qualche mescita per sedicenti ricchi, e non ha similarità troppo strette con lo Hotel Mediterraneo. Sicché Casaggì e la sua propaganda non vi sono state accolte con troppa compostezza. Il che fa pensare che l'unica cosa che non ha subìto crolli di visibilità, ridimensionamenti o smantellamenti puri e semplici è l'impopolarità che la politica "occidentalista" riesce a destare a Firenze per il solo fatto di esistere e che è regolarmente destinata a sfociare in reazioni scomposte ed in episodi di aperta e manesca disapprovazione. Il fatto che gli "occidentalisti" possano azzardare iniziative pubbliche soltanto in ambienti presidiati in forze dalla gendarmeria è d'altronde uno dei più lodevoli aspetti della vita associata della città di Firenze.
L'immutabilità delle reazioni suscitate e il loro potenziale costo in meri termini di incolumità personale avrebbe portato qualunque altra organizzazione ad una profonda revisione di una pratica politica spettacolosamente indifendibile, anche soltanto per limitare danni e beffe al minimo indispensabile. Sicché, quella di Casaggì Firenze non può essere definita altro che perseveratio diabolica. Finiti i tempi delle affissioni abusive, Casaggì ha distribuito qualche risma di volantini come quello della foto, del quale abbiamo già trattato. Quando avranno finito di abbattere il muro dell'inefficenza, a Casaggì Firenze potranno provare a lanciare finalmente il quore oltre l'ostacholo, a tracciare il solcho con l'aratro e a difenderlo con la spada, a vivere il loro giorno da leoni meglio dei cento anni da pechora intanto che usano libro e moscetto con pari disinvoltura, come gli avanghuardisti moscettieri.

venerdì 17 maggio 2013

Le risate di Lina Masi e Socialismo Rivoluzionario


Soldati della Repubblica Islamica dell'Iran sfilano in parata davanti ai capi del sepāh-e pāsdārān-e enghelāb-e eslāmi
e alla Guida Suprema.


Non abbiamo la minima idea se esista o meno una Lina Masi corrispondente all'utenza di Google che ha lasciato questo commento al post in cui affermavamo che a Socialismo Rivoluzionario non piacciono le aggressioni alle donne del PD.
Lina Masi -o chi per essaslasho- ha rimosso il commento dopo qualche ora, ignaraslasho del fatto che una copia di ogni commento scritto su questo blog finisce in una casella di posta elettronica, dalla quale può essere ripresa con tutta calma e, se necessario, utilizzata per esporre laslashlo scrivente al pubblico ludibrio.
Google non è Socialismo Rivoluzionario, e dunque si è limitato a riferire che "Questo commento è stato eliminato dall'autore".
Dall'autore, non dall'autriceslashtore.
ahahaha davvero divertente ma d'altra parte io sono una donna dedita alla "compagnia femminile fidelizzata ed entusiasta".
Anzi sto metabolizzando le imposizioni della mia direzione A MAGGIORANZA FEMMINILE.
E parlo dell'ammmmore ogni we anzi se potessi ogni giorno .Parlo anche di filosofia, storia , biologia ecc essendo umana. Posso?
Sarebbe interessante ti esprimessi sull'accaduto LEALMENTE. Bugie e meschinità TROPPO FACILE SUL WEB NO?
Addirittura un libro contro di noi.
Perchè?
Davvero chiedo. Se siamo una setta che si autocelebra e va in campagna che senso ha spendere tanto tempo su noi?
Comunque sei uno spasso ahahaha
Lasciamo ridere tranquillaslasho Lina Masi.
Risus abundat.

giovedì 16 maggio 2013

A Firenze gli ambienti signorili e discreti del Grand Hotel Mediterraneo



15 settembre 2012, Convegno in ricordo di Oriana Fallaci.
15 settembre 2010, Convegno in ricordo di Oriana.
15 settembre 2009, Memorial Oriana Fallaci.
16 ottobre 2008, presentazione del "libro" di Oriana Fallaci Un cappello pieno di ciliegie.
15 settembre 2007, Memorial Oriana Fallaci.

Questo, per lo specifico di cui ci occupiamo in questa sede.
Poi c'è la tematica generale, di cui presentiamo solo qualche caso per non ridurre questo scritto ad un puntiglioso resoconto delle attività svolte dagli "occidentalisti" fiorentini.
...Totaro ha infine annunciato che domani [13 febbraio 2013, n.d.a.] Ignazio La Russa sarà in Toscana per un tour elettorale, "iniziando da Livorno e dalla caserma Vannucci dei paracadutisti della Folgore, per andare poi a Lucca e concludere la giornata a Firenze, all'hotel Mediterraneo". (Da Go News).

Torselli e Totaro
(PdL): “Preoccupante il clima di odio politico che si respira in città. Invitiamo le istituzioni a rompere il silenzio e le forze politiche di sinistra a non cercare vantaggi in questa situazione”
[...] Questo il commento del consigliere comunale del PdL Francesco Torselli e del Senatore Achille Totaro che, insieme, hanno organizzato per il prossimo lunedì 2 maggio [2011] un convegno all’Hotel Mediterraneo di Firenze, proprio in ricordo di Sergio Ramelli a 36 anni dal suo omicidio.

15 dicembre 2009. Oltre trecento persone hanno partecipato ieri sera a Firenze alla manifestazione organizzata dal senatore Achille Totaro, presso l'Hotel Mediterraneo...(Da PDL Senato)
Insieme ad una manciata di mescite costose, il Grand Hotel Mediterraneo è da molti anni una location ricorrente per iniziative "occidentaliste" di ogni genere, ivi comprese -secondo certe gazzette- le risse tra commensali.
Le gazzette del 16 maggio 2013 fanno pensare ancora una volta che difficilmente gli "occidentalisti" fiorentini avrebbero potuto trovare un ambiente maggiormente adatto a loro, e più autenticamente rappresentativo dei loro "valori".

martedì 14 maggio 2013

Conflicts Forum analizza le ripercussioni degli attacchi sionisti contro la Repubblica Araba di Siria



 Traduzione da Conflicts Forum.

Nel corso della settimana compresa fra il 3 e il 10 maggio 2013 ci siamo occupati principalmente di identificare quale razionalità sottenda agli attacchi dello stato sionista contro la Siria verificatisi venerdi e sabato, e di definirne le possibili conseguenze. Lo stato sionista ha affermato che gli attacchi erano diretti a far sì che Hezbollah non ottenesse armamenti strategici in grado di cambiare le regole del gioco. Nel corso degli ultimi anni che Hezbollah si stesse muovendo in questo senso è stato raccontato a tutto l'Occidente in più di un'occasione: si è parlato dei missili superficie-aria S300, poi dei Fateh 110, e alla fine di armi chimiche. I paesi occidentali l'hanno presa per buona e hanno quindi acconsentito al "diritto" accampato dai sionisti; d'altronde, il pretesto è di quelli che i sionisti sanno di difficile contestazione da parte dei paesi occidentali.
Ad una settimana di distanza, però, non ci sono prove sostanziali del fatto che gli armamenti destinati a Hezbollah siano stati effettivamente intercettati. E' vero che il centro di ricerca chiamato Jurmana, un sito ben conosciuto e reralizzato apposta per sopperire alle necessità di armi dei movimenti di resistenza in Libano e in Palestina, è stato attaccato domenica con dei missili di spettacolare effetto pirotecnico; tuttavia fonti di Hezbollah hanno informalmente asserito che una partita di armamenti "efficaci" gli era appena stata consegnata con successo. La cosa ha trovato riscontro anche presso esperti negli ambienti della stampa sionista.
Probabilmente in connessione con quanto successo, da venerdi in poi il Libano era stato soggetto a ripetuti voli a bassa quota da parte di aerei sionisti: come se i sionisti non fossero riusciti a colpire il loro obiettivo primario, stessero comunque cercando di localizzare il carico ma avessero fallito nel fermarlo. Questo se Hezbollah sta riferendo con esattezza, cosa che è probabile. E' piuttosto verosimile, comunque, che lo stato sionista sia entrato in possesso di qualche informazione incompleta su un trasferimento di armamenti a Hezbollah, e che poi i suoi portavoce l'abbiano presentata nel corso del loro giro propagandistico in Europa come pezza d'appoggio per gli attacchi.
Adesso che si è posata la polvere, pare che le perdite a Damasco siano state molto, molto inferiori di quanto preteso dalle fonti dell'opposizione -L'esercito siriano è un esercito di leva; perdite dell'ampiezza di quelle denunciate non possono essere realisticamente tenute nascoste alla popolazione in generale- e che l'attacco non abbia sortito alcun risultato strategico dal punto di vista militare. Hezbollah è già armato di tutto punto e i servizi sionisti già da qualche tempo vanno dicendo che i missili Fateh 110 facciano parte del suo arsenale.
Tutto questo fa pensare che l'attacco abbia avuto più motivazioni politiche che motivazioni oggettive. Che cosa volevano ottenere i sionisti, allora? In Medio Oriente si pensa che vi siano due possibilità. La prima ha a che fare con la tempistica; l'attacco è arrivato in un momento in cui l'esercito siriano sta guadagnando terreno in modo significativo a spese dell'opposizione armata. Ci sono alcune voci prive di riscontro secondo le quali l'attacco sionista su Damasco, condotto in modo molto visibile e in stile shock and awe, possa esser stato ideato per schioccare le dita all'opposizione e per facilitare un suo attacco entro Damasco appena prima dell'incontro moscovita di Kerry e Putin; se l'attacco ci fosse stato e avesse avuto successo, avrebbe messo in mano all'opposizione delle buone carte da far valere in quella circostanza. A nostro modo di vedere è più probabile che tutta la faccenda sia stata messa in piedi per sostenere la corrente di opinioni interna agli Stati Uniti che è già favorevole ad un più diretto intervento in Siria. Lo stato sionista ha di sicuro calcolato -e ha calcolato bene- che poteva anche consentirsi una simile azione dimostrativa in Siria senza che ne scaturisse una guerra; se gli interventisti avessero successo nello spingere Obama ad ignorare la sua stessa "linea rossa" sulla questione siriana grazie a questo precedente, si troverebbero in una posizione più forte per fare la stessa cosa nel caso di un intervento in Iran.

Le ripercussioni strategiche degli attacchi sionisti hanno cambiato la sostanza del conflitto siriano, che da guerra limitata e a breve raggio combattuta all'interno della Siria si è trasformata in un conflitto in cui le parti esterne (i sionisti, l'Iran, Hezbollah e la Russia) sono ad un passo dall'intervento militare diretto nel conflitto. Questo è il risultato dei tre attacchi sionisti verificatisi fino ad oggi, e della prospettiva che lo stato sionista pensi di realizzare un quarto attacco. Detto in altre parole, l'aggressione sionista mette tutti dinanzi all'accresciuto rischio di un'ecalation del conflitto siriano verso un conflitto regionale più ampio.
Fra le conseguenze degli attacchi di domenica, fonti sioniste e anche di altra provenienza (si legga anche qui) riferiscono della reazione aspramente contraria del Presidente Putin alla notizia dell'attacco. Pare che Putin abbia direttamente ammonito Nethanyahu sul fatto che la Russia non tollererà altri attacchi contro la Siria e che ogni altra mossa di questo tipo porterà ad una reazione diretta da parte di Mosca, oltre al trasferimento di altri sistemi d'arma russi in Siria. Nello stato sionista dicono anche chee Nethanyahu avrebbe ricevuto una fredda accoglienza in Cina nel corso della visita che vi ha compiuto alcuni giorni dopo, ma che la cosa non si è spinta fino alla lavata di capo che gli è stata riservata a Mosca. La Guida Suprema della Repubblica Islamica dell'Iran ha promesso "pieno ed illimitato appoggio" alla Siria, mentre il capo di Hezbollah Seyyed Hassan Nassrallah ha parlato di un ulteriore restringimento dei legami con la Siria e della decisione siriana, conseguente a questo, di accelerare la fornitura di armi a Hezbollah, cui dovrebbero andare anche armamenti in grado di cambiare gli equilibri sul terreno; una diretta sfida ai sionisti. Il leader di Hezbollah ha anche fermamente ribadito la decisione siriana di reclamare il Golan, quale ulteriore ripercussione degli attacchi sionisti. Siamo sull'orlo di una guerra? A questo punto, probabilmente non lo siamo ancora. Gli sforzi che la politica -statunitense e non- ha compiuto per costringere Obama all'angolo e ad intervenire in Siria a causa del presunto superamento della sua "linea rossa" basata sull'uso di armi chimiche sono arrivati ad un punto morto: come ha spiegato Obama, "Ci sono le prove che armi chimiche in Siria siano state davvero utilizzate, ma io non prendo delle decisioni sulla base del sentito dire. E non posso organizzare una coalizione internazionale sulla base di un sentito dire. Ci abbiamo provato già in passato, e le cose non sono andate bene". Le prove, invece, non ci sono; il giudice del tribunale penale internazionale Carla del Ponte ha emesso una dichiarazione in cui si afferma che c'è il fondato sospetto che del gas nervino sarin sia stato sì utilizzato, ma da parte dell'opposizione più che dal governo. Questo ha consentito ad Obama di buttare la questione tra le more di una approfondita (e lunga) indagine. Conflicts Forum pensa che Obama, che ha in mente il proprio retaggio storico, sia ancora attaccato al desiderio di essere storicamente considerato come l'uomo che fece uscire gli Stati Uniti dalle proprie controproducenti avventure belliche in Medio Oriente piuttosto che come colui che ne intraprese persino delle altre. Secondo fonti iraniane, il messaggio che è passato all'Iran, alla Siria e alla Russia all'indomani degli attacchi sionisti è che gli Stati Uniti non stanno per intervenire militarmente. Anche lo stato sionista, di conseguenza, è stato costretto ad allagare gli uffici stampa di dichiarazioni secondo le quali anch'esso non stava per iniziare una guerra.

Tutto questo quale importanza ha per la Siria? Da tutto questo la Siria esce rafforzata e maggiormente fiduciosa nelle proprie posizioni, sia dal punto di vista militare che dal punto di vista politico. Ci sono commenti recenti di un ufficiale superiore siriano a dimostrarlo. Nel prossimo futuro al centro dell'attenzione sarà la questione dei possibili negoziati da svolgere in una conferenza internazionale da tenersi alla fine di maggio. Dal punto di vista politico sono stati gli Stati Uniti ad ammiccare per primi; è stata l'AmeriKKKa ad avvicinarsi alle posizioni russe (come quella che non prevede le dimissioni di Assad come requisito di base) mentre la Siria, l'Iran e Hezbollah negli ultimi giorni hanno mostrato pubblicamente l'irrobustimento del loro fronte di resistenza.
L'Occidente riuscirà a tener fede agli impegni presi con gli accordi di Mosca, presentando un negoziatore credibile e forte come rappresentante dell'opposizione siriana? I russi hanno rapporti tali con Damasco da escludere questa difficoltà. Nel frattempo è possibile che l'esercito della Repubblica Araba di Siria consegua ulteriori successi sul campo. Pare che la cosa non contrarierebbe gli Stati Uniti, segnalando forse l'inizio di un grosso mutamento nel pensiero statunitense. Dai colloqui di Mosca infatti giungono voci secondo le quali il principale obiettivo degli statunitensi a Mosca è diventato quello di mantenere la saldezza dell'esercito siriano, sia pure sotto il comando di Assad. Sembra in fin dei conti che gli Stati Uniti abbiano detto addio alla speranza, se mai esistita come tale al di là della forma che può assumere un pio desiderio, di coltivare un'opposizione in grado di eliminare i gruppi islamici armati -o per lo meno di manifestare l'intenzione di farlo- con particolare riguardo al Fronte di Al Nusra, collegato ad AlQaeda. A questo punto, gli Stati Uniti sembrano aver fatto proprio il punto di vista secondo il quale l'esercito siriano rappresenta l'unica forza capace di sradicare AlQaeda dalla Siria, e che per giunta sta avendo successo nel farlo. Nessun cessate il fuoco, allora? L'esercito siriano continuerà gli attacchi contro l'opposizione islamica mentre si avrà cura di invitare ai negoziati l'opposizione non jihadista? Si tratta di una prospettiva verosimile? I cosiddetti laici accetteranno questa divisione? Gli statunitensi stanno già preparando l'opposizione a partecipare ai negoziati, ma l'opposizione laica accetterà di trattare, mentre l'esercito siriano vince sul campo contro il Fronte di Al Nusra? Si terrà mai la conferenza di pace?
Che fare, nel caso essa non si tenga?

venerdì 10 maggio 2013

In attesa delle elezioni universitarie del 2013, Casaggì Firenze ottiene un'importante vittoria contro l'ortografia


Nella primavera del 2013 la politica "occidentalista" a Firenze paga lo scotto della abietta ed incompetente idiozia che ha per anni rovesciato sulla città con ogni mezzo a disposizione. Chiuse le gazzette, imposti d'autorità grossi mutamenti di registro a certe emittenti radiofoniche, minati nella base dal comportamento e dalla linea politica sostanzialmente identici tenuti dai loro sedicenti avversari, gli "occidentalisti" di tutti i livelli sono confinati al Libro dei Ceffi e ai pochissimi contesti pubblici in cui la loro presenza è tollerata.
Le proposte insostenibili e gli esiti ridicoli di certe battaglie hanno messo all'angolo anche i giovani "occidentalisti" di Casaggì Firenze.
Finiti i tempi della colla da parati, i giovani "occidentalisti" di Casaggì sono ridotti a prendere a picconate un'università in effigie; un gesto poco riconoscente verso una istituzione talmente benevola ed accogliente nei loro confronti che molti "occidentalisti" (dalla giovinezza prodigiosamente lunga) trovano il modo di accasarvisi fino a trentacinque anni compiuti, ovviamente senza conseguire alcun titolo accademico.
Tra pochi giorni si dovrebbe tenere una consultazione elettorale universitaria. In attesa di conoscerne gli esiti possiamo notare che Casaggì Firenze ha vinto almeno la battaglia contro l'ortografia: ne fa fede l'inefficenza visibile a destra nell'immagine. A sinistra invece c'è i'ddegràdo, scritto correttamente.
Manca solo l'insihurézza.
C'è da chiedersi se i simpatizzanti universitari di Casaggì Firenze sarebbero propensi ad affrontare a colpi di piccone anche un internato in neurochirurgia; quello che abbiamo visto fino ad oggi non vieta affatto di considerarlo probabile.


Aggiornamento dell'11 maggio 2013. Secondo le gazzette il radicale e spicciativo metodo di problem solving prescelto e proposto da Casaggì avrebbe conosciuto un successo di pubblico istantaneo.
Aggiornamento del 16 maggio 2013. Faustpatrone fa correttamente notare che la propaganda di Casaggì mostra un giovane armato di mazza, non di piccone, per cui lo slogan corretto dovrebbe essere "Ogni voto una mazzata". In molti dialetti della penisola, il vocabolo mazzata assume il significato generico di percossa. E secondo le gazzette, proprio di percosse Casaggì Firenze avrebbe fatto il pieno, durante una delle proprie iniziative propagandistiche tenute all'Università.
Nel complesso è andata più che bene. Se invece che a mazzate intese in senso lato Casaggì fosse stata accolta a picconate in senso stretto, le conseguenze sarebbero state senza misura peggiori.

martedì 7 maggio 2013

Giulia Camerra, Avaaz e la televisione danese


Avaaz è un'organizzazione seria.
E siccome è un'organizzazione seria, Avaaz agisce in modo efficiente e costruttivo per la propaganda delle buone cause. In alcuni campi la sua efficacia è indiscutibile, per esempio quando c'è da permettere a chiunque di avallare con la propria firma guerre di aggressione e bombardamenti preventivi.
In Altri casi Avaaz annaspa. Detto altrimenti, va bene bombardare la Libia, e va bene anche aggredire la Siria, sempre in nome dei "diritti umani" e soprattutto in un momento di fiacca, come questo, in cui tanti gazzettieri faticano a mettere insieme il pranzo con la cena solo perché a Tehran scarseggiano le vergini da violentare prima dell'impiccagione.
Però ci sono dei limiti.
Far firmare al Gabibbo o a Ernst Kaltenbrunner una petizione in cui si chiede l'abolizione della luce rossa dei semafori, supera questi limiti. Avaaz è un'organizzazione seria, ma seria davvero. E siccome è seria davvero, non può accettare firme da personaggi famosi come il Peo Marameo.
Gli scritti in cui dileggiamo Avaaz sono dello scorso anno. A distanza di mesi su iononstoconoriana.blogspot.com appare un commento lasciato da chissà chi usando un account di Google, proprio in calce ad uno di essi.
La sedicente Giulia Camerra scrive
Ciao a tutti!
Approfitto di questo bell'articolo per farvi sapere della mia petizione.
Il mio account Facebook è stato momentaneamente bloccato a causa della mia petizione.
Aiutami a diffonderla firmandola e condividendola!
Dobbiamo impedire che la tv continui a trasmettere messaggi così meschini!!
Unendo le nostre forze possiamo davvero fare la differenza!
Clicca qui per saperne di più e per firmare:
http://www.avaaz.org/it/petition/Impedire_che_il_programma_televisivo_danese_Blachman_vada_ancora_in_onda/?launch
Il tono gioioso e familiare del registro linguistico usato e soprattutto la denuncia dell'insopportabile bavaglio al libero sentire democratico rappresentato dal blocco della sua autoschedatura sul Libro dei Ceffi ci hanno convinto più di ogni altra cosa ad aiutare Giulia Camerra.
La sua petizione affinché un programma televisivo danese venga tolto dal palinsesto ha immediatamente guadagnato le firme di Francesco Forgione, frate cappuccino, sacerdote e santo della Chiesa cattolica, e di Mario Carità, responsabile del reparto servizi speciali della novantaduesima legione della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale.
Se Avaaz non funziona, si provi con qualche missile balistico a lungo raggio; dallo stato sionista si arriva nel Regno di Danimarca in meno di quattro ore.

sabato 4 maggio 2013

3 maggio. L'UNESCO e la giornata per la libertà di stampa


L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura è un'istituzione intergovernativa che intraprende iniziative a tutti i livelli.
Secondo l'obiettiva definizione di Miguel Martinez Firenze è un luogo di cui si costruiscono le fortune commerciali usando le ossa dei trisavoli come appendiabiti per stracci di moda, e in un contesto del genere le iniziative dell'UNESCO non possono che svolgersi in a fashionable way. Negli ultimi tempi a Firenze sono fashion i carretti da gelataio, cui si vorrebbe affidare la salvezza economica di interi scali aeroportuali, sicché l'UNESCO ha pensato di usarli per mandare in giro i propri attivisti a combattere i'ddegrado.
A livello mondiale l'UNESCO agisce in modo altrettanto logico e costruttivo, combattendo la prevaricazione e l'oppressione perpetrate dai regimi più truci con la promozione, il 3 maggio di ogni anno, della giornata della "libertà di stampa".
Di recente si è aggiunta anche la promozione della "sicurezza del gazzettiere", con la sihurézza a fare il paio con i'ddegràdo di cui sopra.
C'è da chiedersi se i risultati più concreti di questo darsi da fare non siano quelli documentati dall'immagine, che ritrae la pubblicità di un rotocalco andato nelle edicole della penisola italiana proprio all'inizio del maggio 2013.
Tra i titoli di copertina troviamo quanto segue.
Esclusivo. "Sarah in un tema aveva previsto la sua orribile fine"
Yara. "Ecco gli abiti che indossava quando fu uccisa. Sono strappati: ha lottato con forza!"
Erika e Omar. Lei scrive a un'amica "buona festa della mamma". Lui piange sulla tomba delle sue vittime.
...Un giorno lessi come due persone a pranzo in un ristorante udirono un gran clamore che veniva da fuori. Due individui ne stavano picchiando un terzo. I due avventori ne furono indignati e non potendo restare passivi di fronte a una simile vigliaccheria uscirono per difendere la vittima da una tale brutalità. Mentre si avvicinavano, sentirono dire dalla folla intorno:
“E un giornalista quello che stanno picchiando”.
“Ah, un giornalista...”, e tornarono tranquillamente a finire il loro pranzo.
La cosa accadde ai tempi di Turgenev, ed è lui che racconta questa storia.

Tchesslav Tchechovitch, Tu l'amerai - Ricordi di G.I. Gurdjieff, Roma 2004.