10 febbraio 2026

Firenze. Il Giorno del Piagnisteo del 10 febbraio 2026 con un saluto affettuoso a Barbara Nannucci e Domenico Mossuto

Come ogni dieci febbraio torniamo con qualche considerazione sull'imposizione governativa di un giorno del ricordo che a Firenze viene da sempre accolto per lo più con indifferenza gelida o -come nel caso di chi scrive- con aperta e derisoria ostilità. Ogni anno anche il Centro Popolare Autogestito Firenze Sud ricorda con briosa, costruttiva e lodevole coerenza che a Firenze le parole d'ordine governative che vengono dallo stato che occupa la penisola italiana rischiano di avere esiti opposti a quelli auspicati. Si ripete quindi che
Esporre la bandiera della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia in occasione del Giorno del Piagnisteo ha almeno quattro significati, ordinati dal più contingente al più generale.
1. Evidenziare la propria contrarietà alla propaganda governativa e all'agenda mediatica conseguente.
2. Sottolineare un completo disaccordo con la politica dell'esecutivo in carica, a prescindere dal suo orientamento, mettendone apertamente in discussione la legittimità.
3. Deridere i sostenitori dello stesso esecutivo, con particolare riferimento a chi occupa posizioni in organi elettivi di qualsiasi livello.
4. Riaffermare una sostanziale estraneità verso lo stato che occupa la penisola italiana e verso i suoi simboli.
La bandiera della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia è la bandiera di uno Stato che godeva di ampio prestigio a livello internazionale, che ha guidato per decenni il movimento dei paesi non allineati e con il quale lo stato che occupa la penisola italiana ha fatto per altrettanto tempo ottimi, continui e vantaggiosi affari.
La confutazione della propaganda imposta da Roma può contare su una bibliografia piuttosto nutrita. Come sempre succede dacché il web è diventato veicolo principale di contenuti di ogni genere -e vi dominano materiali mendaci, inutili, abietti o semplicemente irritanti- anche in questo caso è facile allagarlo con la propaganda. Confutare e deridere la propaganda -e additarne i diffusori al disprezzo delle persone serie- richiede invece tempo, dedizione e anche un po' di denaro. Quello che segue è un riepilogo aggiornato dei testi sull'argomento che abbiamo consultato (e in qualche caso divorato) nel corso degli anni.

Giuseppe Aragno, Alexander Hoebel, Alessandra Kersevan, Fascismo e foibe. Cultura e prtica della violenza nei Balcani.
Nicoletta Bourbaki, La morte, la fanciulla e l'orco rosso. Il caso Ghersi: come si inventa una leggenda antipartigiana.
Claudia Cernigoi, Operazione foibe a Trieste.
Davide Conti, L'occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito della "brava gente".
Francesco Filippi, "Prima gli italiani!" (sì, ma quali?).
Eric Gobetti, L'occupazione allegra. Gli italiani in Jugoslavia (1941-1943).
Eric Gobetti, Alleati del nemico. L'occupazione italiana in Jugoslavia (1941-1943).
Eric Gobetti, "E allora le foibe?".
Eric Gobetti, I carnefici del Duce.
Alessandra Kersevan, Lager italiani. Pulizia etnica e campi di concentramento fascisti per civili jugoslavi (1941-1943).
Gianni Oliva, " Si ammazza troppo poco". I crimini di guerra italiani (1940-1943).
Boris Pahor, Piazza Oberdan.
Jože Pirjevec, Foibe.
Raoul Pupo (a cura di), La vittoria senza pace. Le occupazioni militari italiane alla fine della Grande Guerra.
Raoul Pupo, Il lungo esodo. Istria: le persecuzioni, le foibe, l'esilio.
Christian Raimo, Contro l'identità italiana.
Giacomo Scotti, Dossier foibe.

In generale si tratta di letture produttive. Il solo Nicoletta Bourbaki, pseudonimo di un collettivo specializzato in storia contemporanea, ha reso disponibile sul web una serie di drastici ridmensionamenti di una certa vulgata vittimista. Tra questi, quelli sulla figura di Norma Cossetto e sulla pessima accoglienza che i profughi da Istra e Dalmacija avrebbero trovato alla stazione di Bologna. A questo possiamo aggiungere la recente uscita di un libro in cui Sandi Volk si è occupato dei nominativi degli 823 insigniti fino ad oggi di una onorificenza istituita dallo stato che occupa la penisola italiana con la legge 92/2004 per commemorare i cosiddetti "infoibati". Volk sostiene di avervi trovato "per la gran parte figure compromesse con il regime di occupazione nazista e in alcuni casi persino criminali di guerra denunciati dalla Jugoslavia all’apposita Commissione delle Nazioni Unite per crimini commessi durante l’occupazione del Paese". Il libro pare sia stato mal tollerato da certi custodi del martirologio; abbiamo provveduto a ordinarlo con primaverile sollecitudine, ripromettendoci di darne conto ai lettori appena possibile.

In ultimo, un minimo di costruttiva considerazione anche per Gabriele Mossuto e Barbara Nannucci, micropolitici della Lega cui non piacciono i centri sociali. A Firenze la lotta contro i centri sociali è stata fra il 2019 e il 2024 praticamente l'unico campo d'azione del loro "partito". I risultati?
2019: voti Lega 25923
2024: voti Lega 8695
2025: voti lega 4500
C'è senz'altro da sperare che Gabriele Mossuto e Barbara Nannucci non modifichino l'oggetto delle loro attenzioni.
Si noti che per decenni la Lega ha apertamente manifestato volontà secessioniste e ostentato un plateale disprezzo per gli stessi "valori" che oggi dice di difendere. In realtà più normali -come la Repubblica Islamica dell'Iran- con un passato del genere non si ascende alla carica di Ministro dell'Interno: si deve fare l'impossibile per non finire fucilati come cani.

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