10 gennaio 2026

Firenze, 9 gennaio 2026. L'avvocato Sauro Poli al Centro Popolare Autogestito Firenze Sud

Firenze. Il 9 gennaio 2026 al Centro Popolare Autogestito Firenze Sud si è tenuta una iniziativa intitolata "Pratiche di resistenza - Incontro con l'avvocato Sauro Poli".
Codici alla mano, Sauro Poli ha seguito una scaletta fitta di questioni pratiche su quali siano i comportamenti da tenere se si ricevono attenzioni da parte della gendarmeria o del potere giudiziario, in modo da cavarne i minori danni e le minori beffe possibile.
Per qualche motivo la cosa non piaceva al rabbioso e orgoglioso Jacopo Cellai, a Francesco Torselli e a qualche altro "occidentalista", i cui lai sono stati ripresi per tempo da una gazzetta cittadina. Roma locuta, alle realtà come i centri sociali va tolto il terreno sotto ai piedi ogni giorno bollandole come feccia da eliminare qualsiasi cosa combinino, e pazienza se con questi sistemi a Firenze ci si perdono le elezioni da quarant'anni.
Sauro Poli li ha liquidati con sobrietà e Costituzione.
Quale che sia la materia specifica, se a Firenze i sostenitori del governo di Roma non approvano qualcosa si hanno ottime probabilità di trovarsi nel giusto assumendo l'atteggiamento opposto. La schermaglia ha quindi spinto diverse persone serie a partecipare all'appuntamento e a infoltirne l'uditorio.
Nelle stesse ore la Repubblica Islamica dell'Iran era percorsa da violente dimostrazioni di piazza.
La propaganda "occidentalista" e il governo di Roma, se non bastasse tutto il resto, levano una dissonanza cognitiva tanto costante quanto fastidiosa. Aggredire e uccidere poliziotti va benissimo: nessuno scomoderà Pasolini. Vandalizzare la proprietà pubblica e privata? Perfetto. Bruciare bandiere, incendiare monumenti, assalire le sedi della polizia (facendosi ammazzare)? Lodevole. Anzi, da incentivare con ogni mezzo, balle a reti (sociali) unificate in primo luogo.
Se siete delle giovani donne meglio che mai. Venite meglio in foto e pazienza se ci rimettete le penne; permetterete a qualcuno di meritarsi i fondi del Dipartimento per l'Editoria facendoci giornata per almeno una settimana a suon di piagnistei inclusivi.
Qualcun altro si limiterà a prendere direttamente tutti in giro, tanto per vedere l'effetto che fa.
 Solo, ricordatevi di farlo a Tehran.
Perché a Firenze basta scrivere su un muro che il governo di Roma non piace -che è una cosa ovvia per due semplicissimi motivi, perché è governo e perché è di Roma- per vedersela a tempo indeterminato con la sua gendarmeria.

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