venerdì 16 marzo 2012

Stefano di Puccio esprime solidarietà a "Il Nuovo Corriere di Firenze". Noi no.



Attraverso quel puntuale ed aggiornatissimo inventario di bei propositi, ripicche, idiozie, fanfaronate, delazioni ed invettive che è il sito dei comunicati stampa del Comune di Firenze un certo Stefano di Puccio fa sapere a quelli del mestiere che è solidale coi "lavoratori" di un qualcosa che si chiama "Nuovo Corriere". Nel proprio comunicato stampa il signor di Puccio auspica che qualche progetto serio intervenga per dare dignità "a queste professionalità di uomini e donne oggi così profondamente colpite" che a sentir lui avrebbero "sempre svolto il proprio lavoro con estrema puntualità raccontandoci ogni giorni i fatti contribuendo così ad arricchire il panorama dell’informazione".
Vediamo un po' in che modo questa gente ha arricchito il panorama dell'informazione, quali notizie in anteprima sia riuscita a pubblicare, di quali ardite innovazioni e di quale professionalità sia riuscita a dar prova nel campo della grafica, dell'agenda setting, dei corsivi e degli elzeviri.
Questa qui sopra è appunto la foto di una locandina del "Nuovo Corriere" scattata nel febbraio del 2012. Basta un'occhiata per capire che la realtà è una cosa e che la descrizione fattane da di Puccio è invece un'altra, non proprio coincidente.
Della Valle compera un aereo da 50 milioni. Questo Della Valle dovrebbe essere il padrone di diverse fabbriche di scarpe. A furia di vendere scarpe ha avuto accesso allo hortus conclusus di quelli che fanno business per puro spirito d'azzardo, che coincide in una certa misura con l'ambiente pallonistico. Il far parte dell'ambiente pallonistico più costoso fa sì che chiunque venga presentato come fonte credibile dal gazzettaio, e messo in condizioni di dire la propria su qualunque argomento ed in qualunque disciplina: prendere a calci qua e là un arnese rotondo, pagare qualcuno perché lo faccia o anche semplicemente latrare da qualche metro di distanza nelle orecchie di giovani adulti intenti a svolgere questa utilissima funzione sociale vale più di un dottorato di ricerca.
Il resto lo fanno le esigenze gazzettiere, che impongono ai "lavoratori" del settore di far giornata evitando con ogni cura e a qualsiasi costo di pubblicare materiali sgraditi agli inserzionisti o alla committenza. A meno che non siano gli stessi inserzionisti o la stessa committenza a mostrare interesse per una campagna pubblicitaria travestita da informazione obiettiva o per uno di quei linciaggi mediatici che da anni consentono di far sì che i sudditi si accaniscano contro figure percepite come pericolose o inutili per l'establishment. I molti e fantasiosi modi in cui gli straricchi del pallonaio sperperano il loro denaro è dunque giudicato meritevole della headline, anche e soprattutto perché evita fastidiose e pericolose intromissioni da parte del mondo reale nell'autoreferenziale e mendace meccanismo della "libera informazione".
Il pranzo fiorentino della moglie di Berlusconi. Questo Berlusconi rappresenta in un certo senso una figura archetipica tra le fonti cui è lecito attingere il materiale che serve per riempire le gazzette, il che porta i gazzettieri a pensare che i sudditi nutrano un fondamentale interesse anche per il modo in cui sua moglie trascorre le giornate.
Amauri, la punta più spuntata del campionato. Amauri risulta essere un giovane adulto di quelli che vengono pagati molto per spingere qua e là con i piedi un arnese rotondo; un'attività che viene svolta indossando pantaloni corti anche a gennaio.
Dilettanti, tifosi in rivolta "Presidente paga o dimettiti". Per chi non ha alcun interesse per il pallonaio, il titolo più in basso nella locandina risulta quasi incomprensibile. Occorre sapere che il termine dilettanti indica la massa di coloro che spingono sì qua e là con i piedi un arnese rotondo indossando pantaloni corti anche a gennaio, ma che per vivere sono costretti a svolgere anche altre attività retribuite. I gazzettieri non hanno la minima idea di che cosa siano uno scontro di piazza, un'insurrezione o un'azione di guerriglia, sicché scrivono che costoro sarebbero in rivolta perché un non meglio precisato presidente non paga.

"Il Nuovo Corriere di Firenze" arricchisce il panorama dell'informazione sprecando cellulosa per materie come queste. Quando non rilascia issues che sono autentiche monografie pallonesche, "Il Nuovo Corriere di Firenze" partecipa alacre e frenetico alla denigrazione di qualche gruppo sociale dal ridotto potere d'acquisto (dettaglio fondamentale per considerarsi al riparo da cause civili) o lincia quelli che la committenza gli dice di linciare. Il fatto è che di gazzette che presentano contenuti dello stesso genere -e che dunque contribuiscono in piena consapevolezza a creare il clima sociale demenziale, abietto e ai limiti dello psicopatologico che in questa sede abbiamo spesso denunciato- il gazzettaio peninsulare rigurgita. Esiste una quantità smodata di pubblicazioni gazzettistiche che presentano un'offerta identica, che viene venduta e presentata come identica, con parole d'ordine identiche, agenda setting identici, contenuti identici.
Quando tutti utilizzano una ricetta identica, entra in gioco la mano neanche tanto invisibile del mercato. Lo stesso "libero mercato" costantemente incensato dai gazzettieri e dalla loro committenza, sempre fedeli al proprio stile e ai propri "valori" al punto che alcuni anni fa ci fu chi ebbe la spudoratezza di commentare il generale impoverimento dei sudditi ed il venire meno delle più elementari sicurezze economiche e sociali pubblicando nelle prime pagine foto di giovani donne con i seni malamente coperti, intitolate "addio posto fisso".
Sembra proprio che l'infallibile mano del libero mercato che tanto fa per la felicità terrena degli uomini abbia deciso di abbattersi su "Il Nuovo Corriere di Firenze", al punto che dai contigui ambienti della politica istituzionale si invocano, al solito, eccezioni alle regole che valgono sempre e soltanto finché non se ne viene colpiti di persona.
Noi, di questo foglietto, non sentiremo affatto la mancanza.

Post scriptum, 19 marzo 2012. Cercando tutt'altro abbiamo trovato su Flickr la foto qui sotto.
Chi si è interessato a pubblicarla ha agito sotto lo pseudonimo di Vivagattomammone, ed ha intitolato la foto "Tutto vero, non è un tarocco".
La riportiamo perché resti ulteriore traccia della "professionalità di tanti uomini e donne".
Dei veri professionisti.
E soprattutto delle vere professioniste, c'è da esserne certi.

Coppietta in auto sorpresa dagli UFO.
La cosa che resta difficile capire è quale grave anosmia abbia impedito ai redattori e al direttore "responsabile" di questa gazzetta, a tutti i professionisti per i quali a sentire Stefano di Puccio dovrebbe essere approntato un progetto serio, di percepire l'odore di mensa dei poveri verso cui conduce la scelta di una linea editoriale come questa.

1 commento:

  1. La chiusura sull'odore della mensa dei poveri
    è bellissima

    RispondiElimina