domenica 3 aprile 2011

Wayne Sapp ed i comportamenti abituali nella democrazia da esportazione


Esistono contesti in cui la profonda abiezione "occidentalista" riempie di sé ogni aspetto della vita sociale, assieme ai suoi abituali corollari di incoscienza, incompetenza, meschinità, tornaconto e crudeltà gratuita.
Uno di questi contesti è rappresentato dall'intreccio politico e mediatico yankee di cui gazzettine locali e network perennemente ciancianti sono al tempo stesso organi costitutivi e portavoce; un mondo intero di comunicazione che ha informato di sé ogni altro contesto, dilagando su scala planetaria. Da qualche anno in qua la diffusione delle reti telematiche permette di ricostruire anche i più laidi tentativi messi in opera dai soggetti più insulsi per arrivare ad un quarto d'ora di mainstream, senza doversi disturbare a frequentare emeroteche.
Se così non fosse, il nome di Wayne Sapp sarebbe rimasto, molto giustamente, oscuro a quanti non avessero avuto modo di frequentare la minuscola e demenziale conventicola della Florida in cui costui eserciterebbe un ministero di culto. Su realtà ed organizzazioni come questa, sulla loro sostanziale venalità lobbystica e sulla loro importanza per la diffusione della mentalità e della cultura "occidentaliste" sono stati scritte intere biblioteche. Dalla tutt'altro che elogiativa pagina di Wikipedia che tratta di questo "Outreach Center" si deducono varie cose, tra l'altro che la formazione dei "religiosi" che operano in questi contesti richiederebbe poco impegno ed ancora meno tempo. Un paragone con realtà normali quali le scuole teologiche sciite o gli stessi corsi di teologia necessari alla formazione di base di un sacerdote cattolico sono al di là del proponibile; realtà come questa non sono altro che il caso particolare di un sistema formativo, in via di implementazione anche nello stato che occupa la penisola italiana, in cui chi prende bene a calci un pallone può esimersi dallo studio della trigonometria.
Al suo arrivo a Buna Monowitz Primo Levi fu accolto da un personaggio misterioso ed inquietante, che lo introdusse alla realtà che lo attendeva rivelandogli che chi tirava bene di boxe poteva diventare cuoco. Il che significa che perfino la macchina da sterminio del nazionalsocialismo valutava professionalità e competenze con maggiore appropriatezza.
Nella primavera del 2011 questo Wayne Sapp vede premiati gli insistenti tentativi con cui da tempo andava cercando visibilità, sicuramente sotto il pretesto del troop supporting. Uno di questi era consistito, nel 2009, nel mandare in giro ragazzini che indossavano magliette come quelle nella foto. Bucato da un pezzo il mainstream, questo individuo insignificante avrebbe bruciato una copia del Libro, con ogni probabilità a garantito beneficio del proprio portafoglio. Il circuito mediatico ha portato la "notizia" ai quattro angoli del mondo: stranamente la marmaglia "occidentalista" che vegeta nello stato che occupa la penisola italiana non è ancora riuscita, nonostante l'indubbio impegno profuso, a conseguire un successo di tale portata.
Uno degli angoli del mondo in cui la "notizia" sarebbe giunta è rappresentato dalla città afghana di Mazar I Sharif. Mazar I Sharif è occupata da dieci anni da forze militari straniere a cui una plètora di Sapp ha fornito pezze d'appoggio e materiale propagandistico, in una istruttiva e rivelatrice gara di cialtroneria retribuita esimersi dalla quale significava farsi dare di terrorista anche dall'ultimo cameriere della cianciante feccia con la cravatta che in "Occidente" prende l'appropriato nome di "classe politica".
E' verosimile pensare che in Afghanistan l'evento sia stato veicolato, in un modo o nell'altro, in lingua inglese. Non sappiamo quanti yankee conoscano il pashtun (please note: pashtun is a language, not a new kind of hamburger; this means it is in most cases something a yankee can't cope with), ma sicuramente ci sono afghani capaci di intendere l'inglese quel tanto che basta per capire cosa pensano di loro e della loro cultura i democratizzatori da esportazione. E magari da tradurlo e farlo sapere in giro.
L'oziosa maniera scelta da quell'inutile obeso per fare giornata e fare cassetta (invece di pensare a dimagrire) si è tradotta in una nutrita serie di manifestazioni di piazza.
Soltanto nel corso di una di esse un gruppo di individui armati ha attaccato una rappresentanza dell'ONU facendo strage dei gurkhas che la presidiavano. A seconda delle fonti, dai dieci ai venti morti. Di quelli che non finiscono neanche nelle statistiche perché il numero di clienti sottratto ai fast food ed alle funeral homes di provincia da parte di dieci anni di una quotidianità di questo genere viene tranquillamente giudicato tollerabile.
E Wayne Sapp?
Come vederlo. Seduto al tavolo di plastica, mentre immerge le dita unte nel solito mezzo chilo di french freedom fries.

1 commento:

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