Traduzione da Strategic Culture, 12 gennaio 2026.
Insomma, un gesto di pura e semplice aggressione come il rapimento del presidente Maduro nel corso di un fulmineo attacco militare notturno da parte di Trump e dei suoi ha trasformato il 2026 in un momento cruciale. Un momento cruciale non solo per l'America Latina, ma per la politica globale.
Il "metodo Venezuela" è in linea con l'approccio affaristico di Trump, che si basa sulla costruzione di un "sistema di ricompense finanziarie" in cui ai diversi soggetti coinvolti in un conflitto vengono offerti vantaggi finanziari che consentono agli Stati Uniti di raggiungere (apparentemente) i propri obiettivi, mentre la popolazione locale continua a trarre profitto dallo sfruttamento delle risorse -in questo caso da quelle venezuelane- sotto la stretta supervisione degli Stati Uniti.
Così facendo gli Stati Uniti non hanno bisogno di mettere in piedi da zero un nuovo governo né di inviare truppe sul campo: per il Venezuela, il piano prevede che l'attuale governo del neoinsediato presidente Delcy Rodriguez rimanga al controllo del Paese, a condizione che ottemperi ai desideri di Trump. Se la Rodriguez o uno dei suoi ministri non seguiranno le indicazioni prescritte saranno trattati come Maduro o peggio. Secondo quanto riferito gli Stati Uniti hanno già minacciato il Ministro dell'Interno venezuelano Diosdado Cabello che sarà preso di mira da Washington a meno che non collabori con il Presidente Rodriguez per soddisfare le richieste degli Stati Uniti.
In altre parole, il piano si riduce a un'unica premessa fondamentale: l'unica cosa che conta sono i soldi.
In questo contesto, l'approccio degli Stati Uniti nei confronti del Venezuela assomiglia a quello di un buy out da parte di un fondo speculativo che si comporta da avvoltoio: rimuovere l'amministratore delegato e cooptarne col denaro la squadra di dirigenti già esistente perché gestisca l'azienda secondo nuove direttive. Nel caso del Venezuela, Trump spera probabilmente che la Rodriguez (che ha "parlato" con il segretario Rubio tramite la famiglia reale del Qatar, e che è anche il ministro responsabile dell'industria petrolifera) abbia messo d'accordo tutte le fazioni che compongono la struttura di potere venezuelano affinché accettino la cessione delle risorse sovrane dello Stato a Trump.
Quello che è importante in questo caso è che è venuta meno ogni finzione: gli Stati Uniti sono indebitati a livelli critici intendono appropriarsi -per proprio uso esclusivo- del petrolio venezuelano. L'unico dato rilevante è la sottomissione alle pretese di Trump. Tutte le maschere sono cadute. Il Rubicone è varcato.
"Il Venezuela cederà agli USA da trenta a cinquanta milioni di barili di petrolio di alta qualità, soggetto a sanzioni, venduto a prezzo di mercato con il denaro controllato da me", ha scritto Trump su Truth Social.
La cancellazione del progetto statunitense, la sostituzione della narrativa per cui gli USA erano "una luce per tutte le nazioni" con un duro potere egoistico costituisce un cambiamento rivoluzionario. I miti e le morali che li sostengono conferiscono spessore a qualsiasi nazione. Senza un inquadramento morale, cosa terrà insieme gli Stati Uniti? La celebre asserzione di Ayn Rand per cui l'egoismo razionale sarebbe la massima espressione della natura umana non serve certo a rafforzare l'ordine sociale.
L'Illuminismo occidentale ha voltato le spalle ai propri valori e ha distrutto se stesso con le proprie mani. Le conseguenze si ripercuoteranno in tutto il mondo.
Aurelien scrive:
È stato Nietzsche, divulgatore di verità scomode, a sottolineare come la "morte di Dio" e la conseguente mancanza di un sistema etico condiviso avrebbero portato a un mondo senza significato né scopo, in cui tutti i valori sono privi di fondamento, tutte le azioni sono inutili, tutti i risultati sono moralmente equivalenti e quindi non esiste alcun obiettivo che valga la pena di perseguire...
Nel suo La volontà di potenza, Nietzsche sosteneva che la fine di tutti i valori e di ogni senso avrebbe comportato anche la fine del concetto stesso di Verità, rivelando l'impotenza della Ragione meccanica occidentale. Nel complesso, tutto questo avrebbe costituito "la forza più distruttiva della storia" e avrebbe provocato una "catastrofe". Scrivendo nel 1888, egli predisse che ciò sarebbe accaduto nei due secoli successivi.
Nietzsche sosteneva che attraversare questo Rubicone non era cosa da poco. L'Occidente avrebbe perso l'architettura interna che rende possibile la vita morale, sia al suo interno che come attore sulla scena globale. Uno Stato che perde la sua architettura interna diventa semplicemente un mafioso che minaccia chiunque non accetti le sue prepotenze e non gli dia il denaro su cui ha messo gli occhi.
È troppo presto per dire come andranno a finire le cose in Venezuela, ma ciò che si può intuire è che Caracas sta elaborando una strategia collettiva su come vedersela con degli USA tanto aggressivi nel contesto del crescente nazionalismo popolare che esiste sul piano interno. E non possiamo nemmeno prevedere come andrà a finire l'ambizioso progetto di Trump e dei suoi di svuotare il tessuto regionale sudamericano, con particolare riferimento a Cuba. Allo stesso modo, è troppo presto per giudicare se il piano di Trump per "acquisire" la Groenlandia avrà successo.
Ciò che si può dire, tuttavia, è che l'attuale equilibrio globale è stato stravolto dal passaggio a un paradigma nichilista e nemico di ogni valore.
Il mondo ora è governato dalla forza, dalla violenza e dal potere. "Abbiamo il potere" (proclamano Trump e i suoi), quindi siamo noi a dettare le condizioni. Russia, Cina, Iran e altri capiranno che il tempo delle sottigliezze diplomatiche è finito. È tempo di essere risoluti e assolutamente intransigenti, perché nessuno si prende più la briga di valutare i rischi e di pensiero critico non si parla neanche più. In compenso i rischi pullulano.
La coercizione spinge gli altri a cercare deterrenti più efficaci sotto qualsiasi forma. Essi considereranno con attenzione se varrà la pena impegnarsi con la diplomazia; perché mai fidarsi degli Stati Uniti? È possibile convincere gli Stati Uniti a tornare alla classica politica dei negoziati? Un interrogativo del genere oggi come oggi susciterebbe un forte scetticismo.
Come fare per proteggersi? Ogni leader sta facendo silenziosamente i propri calcoli. Tutti ne stanno facendo più degli europei.
Nel 2022, quando è iniziata l'operazione speciale della Russia in Ucraina, i leader occidentali erano ben consapevoli sia del loro divario democratico che della loro mancanza di autorità morale. L'operazione speciale in Ucraina, tuttavia, sembrava aver fornito loro il destro per appianare le divergenze tra i loro Paesi. Hanno scelto di abbracciare il manicheismo che il presidente Biden aveva adottato verso Putin: si trattava del Bene contro il Male. Molti europei ne sono stati attratti; sembrava colmare un vuoto nella legittimità dell'Unione Europea.
Solo che oggi Trump ha ridotto in briciole questo atteggiarsi a moralisti. Nell'entusiasmo di elevare l'Ucraina a simbolo di un'Europa che sale sulla scena per dare lezioni di morale, l'Unione Europea è arrivata vicino, almeno sul piano retorico, a una catastrofica guerra con la Russia per colpa di una serie di valutazioni errate sulla natura del conflitto militare e sulle sue cause. I vertici dell'Unione Europea hanno scommesso che avrebbero inflitto una sconfitta umiliante a Putin, ma all'attuale impasse non sanno dare altra risposta se non il costruire castelli in aria con proposte suddivise in più punti, che sperano di persuadere Trump a imporre in qualche modo a Mosca.
Trump invece ammonisce l'Europa che la fine della sua civiltà è comunque incombente, e afferma di star pensando all'uso della forza militare contro la Danimarca per annettere la Groenlandia. L'Europa è rimasta nuda, ma si arrogherebbe non si sa bene quale superiorità morale.
Infine, quale sarà l'impatto di questo passaggio al nichilismo a somma zero all'interno degli Stati Uniti? La base del MAGA è già rimasta frammentata dalla sempre più aperta parzialità con cui Trump tratta lo stato sionista, mettendo al primo posto più quello che l'AmeriKKKa. Ora è la volta dei miliardari ebrei che insistono affinché a qualsiasi critica rivolta allo stato sionista sia messa una mordacchia digitale.
Le immagini provenienti da Gaza di donne e bambini morti hanno galvanizzato molti giovani statunitensi sotto i quarant'anni. Gaza si è rivelata l'esempio di una politica di potenza dalla amoralità così estrema da radicalizzare una generazione più giovane che si stava orientando sempre più verso un cristianesimo intransigente.
Ciò è stato particolarmente vero per quella Turning Point USA che è come un collegio elettorale chiave. Gran parte della vittoria del MAGA nel 2024 fu dovuta a questo movimento giovanile con migliaia di sezioni, animato da valori cristiani e da una grande energia. Turning Point USA, almeno potenzialmente, presenta ancora la prospettiva di una formidabile operazione di "Get Out the Vote", "Andate a votare".
Quello che molti repubblicani ignorano tuttavia è che la loro base elettorale è costituita da circa un terzo degli elettori che si recano alle urne. Per vincere, Trump dovrà convincere almeno la metà del "terzo indipendente del Paese" a votare per lui. I sondaggi mostrano che il suo indice di gradimento in questo momento ha perso dieci punti.
Un piccolo gruppo di funzionari del partito repubblicano, insieme a potenti politici di primo piano e a finanziatori miliardari, sta cercando di limitare l'influenza del MAGA sul partito. Proprio come hanno schiacciato il precedente movimento repubblicano Tea Party nato nel 2010, gli apparati vogliono riportare il MAGA sotto il pieno controllo del partito e fargli accettare le istruzioni della leadership su chi potrà candidarsi come leader del GOP alle elezioni di medio termine del 2026 e oltre, fino al 2028.
Nel 2016, l'agenda dei leader e dei finanziatori del partito unico che costituivano la cricca di Sea Island era incentrata sul tutelare gli affari della politica di Washington dalla variabile impazzita rappresentata da Trump. Oggi, questo gruppo allargato mira a frammentare la base del MAGA che è diventata il pilastro del partito repubblicano, in modo da poter continuare a comprarsi come al solito "tutti i cavalli (i candidati) in gara". L'obiettivo è quello di presentare una parvenza di scelta, limitandola però alla possibilità di "scegliere" tra due candidati accettabili per entrambe le ali (democratica e repubblicana) del partitone che comanda.
Il problema è che quando i governanti diventano egocentrici e senza scrupoli, questa amoralità non rimane confinata ai vertici. Si diffonde a cascata nelle strutture dei partiti. E quando qualcuno ostenta moralismo in modo apertamente e trionfalmente farsesco come stanno facendo Trump e i suoi, i giovani cristiani che fanno sul serio sono spinti a ribellarsi. Non stanno più zitti. Capiscono come funziona il gioco che si sta giocando contro di loro.
Alla fine si adegueranno ai dettami del partito? È una buona domanda. E dalla risposta dipende in larga misura il futuro degli USA.


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