lunedì 5 giugno 2017

In morte di Lorenzo Bargellini


A Firenze Lorenzo Bargellini è stato per trent'anni uno di quei signori nessuno in feldgrau che difficilmente incrociano le vite e le strade di amministratori e governanti preoccupati innanzitutto della sorte di qualche mangioteca filogovernativa.
Come scrivevamo a gennaio dello scorso anno,
Lui e i suoi sono al limite gente da marginalizzare in silenzio a colpi di regolamenti e decreti, da rendergli la vita impossibile per ogni inezia, così imparano a mettersi di traverso, lui e il suo Movimento di Lotta per la Casa, alle magnifiche sorti e progressive della politica più o meno locale.
Specialmente adesso che tutti i suoi esponenti e tutti i suoi "partiti" l'hanno fatta finita una volta per tutte anche con il ricordo degli attacchinaggi nelle notti piovose, dei volantinaggi e delle scritte sui muri, e condividono fino all'ultimo iota i "valori" e gli obiettivi dei sedicenti avversari, primo tra tutti la distruzione consapevole e a fine di lucro di qualunque cosa ricordi anche da lontano il concetto stesso di vita associata.
Tra non molto questi frequentatori di ristoranti finiranno per vendere ai sudditi anche l'aria che respirano, garantendo e giurando che la cosa è a vantaggio di tutti e che d'altronde al più mercato non ci sono alternative.
Negli ultimi mesi il partito di maggioranza relativa ha anche approvato un decreto che rende finalmente possibile, e con tutti i crismi della loro "legalità" da insegnamento nelle scuole, far passare un guaio a chi ha una brutta faccia o si azzarda a usare le piazze come piazze e le fontane come fontane.
A Firenze il Movimento di Lotta per la Casa da oltre vent'anni fa il possibile per garantire il funzionamento civile delle occupazioni abitative ed è suo esclusivo merito se il racket e la violenza mafiosa non vi imperano come altrove.
E fino a quando il democratismo fiorentino non ha fatto propria la profonda disumanità "occidentalista", facendo così dell'essere fiorentini un motivo di profonda vergogna, con l'amministrazione cittadina il confronto è stato puntuale e continuo. Il genius loci di Firenze questo era e questo deve continuare ad essere; quello dell'alluvionato di San Frediano che ferma il camion degli aiuti governativi: "Basta, s'è bell'e avuto; San Frediano 'un mòre nemmeno coll'alluvione. Se mai, si spande...!"[*]
Il popolo per il popolo, subito, senza e se del caso contro la carta da bollo.
Le persone serie non possono che trattare il legalitarismo d'accatto della politica peninsulare con la sufficienza che esso merita. Nel cicalceccio continuo con cui l'elettorato passivo infarcisce i "media sociali" non è difficile trovare attestazioni dell'avvenuta assimilazione del "partito democratico" ai suoi sedicenti avversari, ormai superati in iniziativa ed in menzogne.
Nulla deve scampare alla distruzione.
“Nessuna disponibilità ad avviare un confronto. Non trattiamo con chi non rispetta le regole. L’incontro di stamani finalizzato unicamente a ridurre la tensione con manifestanti presenti sotto Palazzo Canacci non ha dato nessuna disponibilità da parte del Comune ad avviare alcun confronto con il Movimento di lotta per la casa. Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni noi non trattiamo con chi fa dell’illegalità una scelta di vita”.

Sara Funaro, assessore alla casa del Comune di Firenze, 17 maggio 2017.
Per quanto riguarda la persona di Lorenzo Bargellini, la ben vestita Sara Funaro non ha più nulla da temere: nulla di più legale della morte. Non occorre neppure scegliere.
La prospettiva della fine non può essere combattuta altro che con un'immaginazione piena di speranza.
E la speranza è che a queste morti resista  il fare senza, e se del caso contro, certa gente e certe leggi.



[*] In Franco Nencini, Firenze i giorni del diluvio, Sansoni 1966.

2 commenti:

  1. Eggià. Oggi però si vede la benvestita Funaro, che del Bargellini è la cugina, fare ricordini tanto "commossi" su Repubblica eccetera. Certo che alle facce a culo non ci sono davvero limiti.

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  2. Uno spettacolo piuttosto significativo e che avrebbe anche una sua ragione d'essere: Lorenzo Bargellini non era né l'ultimo arrivato, né un corpo estraneo, né qualcuno che voleva fare la rivoluzione mercoledì pomeriggio alle cinque e emezzo.
    Ma a parte questo è probabile che esista anche un altro motivo.
    Si pensa di avere sempre e comunque tempo per rimediare e ricomporre e discutere e spiegarsi e chiarirsi e fare pace eccetera eccetera.
    E moltissime persone sono convinte, spesso a ragione, che non esista quasi nulla che non si possa lasciarsi alle spalle con una buona chiacchierata e un paio di bicchieri.
    Poi però ci sono le eccezioni
    E ci sono le volte in cui non si può più rimediare.
    Ne sappiamo tutti, credo, qualcosa.

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